Una legge storica in Australia ha vietato l'uso dei social media ai minori di 16 anni, riaprendo il dibattito sulla questione se la legge fondamentale del Regno Unito, l'Online Safety Act, sia adatta allo scopo di proteggere i bambini online.
Sintesi
- L'Australia sta limitando l'accesso ai social media ai minori di 16 anni ed è il primo Paese ad attuare un divieto di questo tipo.
- Nel Regno Unito, il 62% dei genitori è favorevole al divieto di usare i social media per i minori di 16 anni.
- Ciò è dovuto alle preoccupazioni circa l'esposizione dei bambini ai pericoli online e alla scarsa fiducia nelle misure volte a rendere il mondo online più sicuro per i bambini.
- Il divieto in Australia evidenzia come dobbiamo agire ora, altrimenti nel Regno Unito le richieste di un divieto sui social media non faranno che aumentare.
Introduzione
Il tanto atteso divieto sui social media in Australia è ufficialmente entrato in vigore, segnando una novità assoluta per una legislazione di questo tipo. In base alle nuove leggi, ai minori di 16 anni è vietato creare account sui social media su determinate piattaforme come Instagram, TikTok e Snapchat.
Sebbene l'Australia sia la prima ad adottare una politica del genere, le richieste di vietare i social media ai giovani sono tutt'altro che isolate. Nel Regno Unito, richieste simili sono emerse negli ultimi anni. Noi di Internet Matters abbiamo esplorato ampiamente questo tema, cogliendo entrambi i punti. genitori' e figli di prospettive sulle restrizioni dei social media.
La nostra speranza è che le misure introdotte dall'Online Safety Act (2023) rendano il mondo online più sicuro per i bambini, riducendo la necessità di misure così drastiche. Tuttavia, i nostri dati raccontano una storia diversa: la preoccupazione per i danni online rimane elevata e la fiducia del pubblico nella sicurezza online dei bambini non è migliorata.
Il divieto in Australia ci ricorda che dobbiamo agire subito per risolvere la situazione.
Appelli per vietare i social media in tutto il mondo
La decisione dell'Australia di limitare i social media non è un caso isolato. In tutto il mondo, le preoccupazioni per l'impatto negativo della tecnologia digitale sul benessere di bambini e ragazzi stanno alimentando richieste di intervento simili. Abbiamo già visto casi simili. Norvegia fare lo stesso, proponendo al Paese di vietare alle piattaforme di social media di offrire servizi ai bambini di età inferiore ai 15 anni.
Nei titoli dei media del Regno Unito, momenti culturali come Netflix'S Adolescenza e gli appelli di gruppi di campagne organizzati come Smartphone Free Childhood hanno alimentato il dibattito pubblico sul pericoloso impatto dei social media su bambini e famiglie. Ciò ha portato a dibattiti parlamentari e una crescente pressione sul governo affinché migliori la vita online dei bambini.
Cosa spinge queste chiamate e la sfida contro di esse
Questa preoccupazione non sorprende, dato che i bambini continuano a subire livelli allarmanti di danni online. Secondo Internet Matters Pulse, non si è registrata alcuna riduzione significativa dei danni negli ultimi due anni, con tre quarti (75%) dei bambini che hanno segnalato esperienze dannose online.
Anche i genitori sono sempre più preoccupati per la vita online dei propri figli: 8 genitori su 10 temono che i propri figli siano esposti a disinformazione e informazioni errate, mentre tre quarti (75%) temono che i propri figli vengano contattati da sconosciuti o che si imbattano in contenuti violenti online.
Tuttavia, il mondo online non è solo una fonte di rischio per i giovani, ma uno spazio vitale per l'apprendimento, la connessione e il supporto. Il nostro ultimo indice di benessere digitale mostra che metà dei giovani (50%) afferma che Internet li aiuta a trovare comunità che offrono amicizia e supporto, mentre più di un quarto (27%) lo usa per apprendere argomenti che non verrebbero insegnati a scuola. Inoltre, la nostra ricerca sui giovani e le notizie scopre che il 68% dei giovani che si informano lo fa tramite i social media, rendendo il mondo online centrale per il modo in cui si informano e si impegnano.
Mentre le preoccupazioni sui danni spingono a richiedere misure più severe, i giovani ci dicono che usano il mondo online per connettersi, svilupparsi e partecipare alla società. In Australia, due adolescenti stanno contestando il divieto sui social media proposto dal Paese per queste ragioni, sostenendo che ciò viola i loro diritti alla libertà di informazione e di associazione e ignora il ruolo fondamentale che Internet svolge nelle loro vite.
Supporto per il divieto dei social media
Considerando che i danni online rimangono elevati e la crescente preoccupazione dei genitori, nel Regno Unito sta prendendo piede il sentimento pubblico a favore di misure più severe, come i divieti.
La nostra indagine rivela che il 62% dei genitori del Regno Unito ritiene che i social media dovrebbero essere vietati ai minori di 16 anni, con quasi un terzo (29%) che si dichiara fortemente d'accordo. Questo dato segna un netto aumento rispetto ad agosto 2024, quando solo il 44% era favorevole a tale divieto.
Sondaggio YouGov recente mostra inoltre che il 74% degli adulti del Regno Unito è favorevole al divieto di utilizzo dei social media per i minori di 16 anni. Il crescente consenso segnala una maggiore richiesta da parte dell'opinione pubblica di restrizioni più severe all'uso dei social media da parte dei bambini.
Nonostante l'Online Safety Act, la fiducia del pubblico nella sicurezza dei bambini online è bassa
I cambiamenti nell'atteggiamento dei genitori nei confronti delle restrizioni sui social media sono accompagnati da una scarsa fiducia nella sicurezza del mondo online per i bambini.
L'Online Safety Act del Regno Unito (2023) mira a creare un mondo online più sicuro imponendo obblighi alle piattaforme regolamentate per proteggere gli utenti dai contenuti online dannosi. Nel luglio 2025 sono entrate in vigore misure come un'efficace garanzia dell'età per impedire ai minori di 18 anni di accedere a materiale pornografico e altri contenuti dannosi, inclusi contenuti relativi a suicidio, autolesionismo e disturbi alimentari.
Il nostro blog precedente ha esaminato come il mondo online si è evoluto tre mesi dopo l'implementazione di queste misure. Ad esempio, L'Ofcom ha aperto 21 indagini su 69 siti e app per valutare la loro conformità alla legge. A dicembre 2025, L'Ofcom ha inoltre emesso una multa di 1 milione di sterline ad AVS Group Ltd, un fornitore di contenuti pornografici per adulti, per non aver adottato una solida politica di garanzia dell'età.
I nostri dati più recenti mostrano che, nonostante l'applicazione della legge, il sentimento pubblico sulla sicurezza online rimane sostanzialmente invariato. Sia i genitori che i bambini sono pessimisti sulla sicurezza di Internet.
I genitori rimangono divisi: quasi la metà (45%) non è d'accordo sul fatto che il mondo online stia diventando più sicuro per i bambini e poco meno di un terzo (31%) è d'accordo. Il restante 23% è indeciso, né d'accordo né in disaccordo. Queste cifre sono pressoché identiche a quelle di sei mesi fa, il che suggerisce che le recenti misure non hanno ancora modificato la fiducia dei genitori.
I bambini condividono una prospettiva simile. Quasi la metà (49%) afferma di non credere che il mondo online stia diventando più sicuro per loro, mentre solo il 14% è d'accordo.
I divieti non sono una soluzione miracolosa
Il sostegno ai divieti sui social media è in crescita, spinto dalla frustrazione per il mondo online e dal desiderio di soluzioni semplici e radicali per "sistemare" gli spazi online per i bambini. Ma questo approccio non è infallibile. Studiosi e critici avvertono che divieti e restrizioni generalizzati non riescono ad affrontare le cause profonde dei danni online e possono persino creare nuovi rischi.
- I divieti sui social media limitano l'accesso dei bambini, piuttosto che responsabilizzare le aziende tecnologiche per aver reso le loro piattaforme sicure fin dalla progettazione e adatte all'età.
- Quando l'accesso è bloccato, i bambini potrebbero cercare alternative non regolamentate e più rischiose. Per esempio, Il divieto australiano si applica solo alla creazione di account sui social media Tuttavia, i bambini potranno comunque visualizzare contenuti sui social media anche quando non è richiesto un account e non sono previste misure di sicurezza.
- I divieti generali possono ritardo o deragliamento essential Conversazioni con i bambini sulla loro sicurezza online. I bambini crescono in un mondo digitale e dobbiamo assicurarci che abbiano ancora le competenze e le conoscenze necessarie per orientarsi in questo mondo in modo sicuro e responsabile.
È importante continuare a chiedere alle aziende tecnologiche di realizzare piattaforme più sicure e adatte all'età e di insegnare l'alfabetizzazione mediatica fin dalla tenera età.
Cosa significa questo per il Regno Unito?
Considerando il basso livello di opinione pubblica sulla vita online dei bambini e il crescente sostegno al divieto dei social media nel Regno Unito, abbiamo solo una piccola finestra di opportunità per fare la cosa giusta.
Le misure introdotte dall'Online Safety Act sono state concepite per proteggere i bambini, ma i nostri dati suggeriscono che non hanno ancora fornito la rassicurazione che genitori e bambini cercano. Se non si verificheranno presto cambiamenti significativi, la pressione per soluzioni più radicali, come il divieto imposto dall'Australia, non farà che intensificarsi.
Noi di Internet Matters continueremo a monitorare queste tendenze e a collaborare con il governo, l'industria e il settore per garantire che il mondo online diventi più sicuro per i bambini.